Mario Giacomelli – La figura nera aspetta il bianco

Trovo un po’ di imbarazzo nello scrivere un post su Mario Giacomelli. Un profano di fotografia come me, un semplice appassionato che parla (a vanvera come molti fanno in rete) di un Maestro della fotografia.

Cercherò quindi di far trasparire solo l’ingenuo entusiasmo che porto con me dopo aver visto dal vivo al Forma di milano le opere che tante volte avevo ammirato sul monitor.

Prendo in prestito questa immagine (una delle tante che spesso si associano al nome di Giacomelli) dal suo sito internet ufficiale per accompagnare queste mie parole.

Sono rimasto a bocca aperta per tutta la mostra, sospeso tra uno stato di ammirazione e di spaesamento. Devo dire che non sempre sono riuscito a cogliere un messaggio (forse a causa della mia scarsa preparazione sulla materia).

Ma ci sono degli scatti che sono veramente entusiasmanti e “forti” allo stesso tempo. Suggestiva la serie su lourdes e magnifica la serie “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi” di cui forse, se proprio devo scegliere uno scatto, mi ha conquistato quello qui sotto.


Intendiamoci, sono tutti da pelle d’oca.

Ho visto dei bianchi e neri (si dirà così al plurale?) da favola, capendo forse per la prima volta veramente cosa vuol dire un bel bianco e nero. E ho capito ancora una volta che quando si ha la capacità di comunicare attraverso un linguaggio (la fotografia in questo caso) e si riesce a trasmettere emozione, certe paranoie “tecnicose” di cui molta gente oggi si riempie la bocca sono veramente ridicole.

Mi piacerebbe provare a prendere una foto e postarla su qualche forum di fotografia (non faccio nomi ma ne avrei in mente un paio almeno) per vedere la reazione degli “esperti chiacchieroni”.

Non credo di essere in grado di trasmettere quello che ho provato quindi suggerisco, a chi non l’avesse già fatto, di correre a studiare le immagini di Giacomelli e se capita di andare a vederle dal vivo.

Spero che nessuno se la prenderà se ho detto castronerie 😉

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6 responses to “Mario Giacomelli – La figura nera aspetta il bianco”

  1. Simone Giacomelli says :

    Ciao,
    godo a leggere il tuo entusiasmo! Non hai detto nessuna castroneria, anzi ti ringrazio per le tue parole che, se non fossi chi sono, correrei ad incontrare Giacomelli nelle librerie, nelle gallerie, nei musei e in ogni altro luogo, per provare quello che hai provato tu.
    un abbraccio,
    Simone

  2. alxdesign says :

    😮
    Beh, che dire. Non avrei mai pensato e sperato di ricevere un commento del genere.
    Nonostante io non sia proprio un ragazzino ti posso dire che mi sono emozionato.

    Io non ho fatto molto in realtà. Ho solo aperto i miei occhi, la mia mente ed il mio cuore di fronte a delle “immagini” come spesso cerco di fare.
    Solo che stavolta qualcuno dall’altra parte “ha parlato”.

    Non sono certo io che posso dare giudizi su immagini di questo spessore ma posso testimoniare che per me “è stata una bella botta”! (concedimi il termine … non vorrei sembrare troppo melodrammatico … non ne sono capace ;))

    Grazie mille per questo tuo commento … lo conserverò! (non solo sul blog ma in fondo al mio stomaco … dove risiedono le emozioni vere)

  3. Sergio Federici says :

    Navigando in rete per soddisfare la mia voglia di conoscenza in abito fotografico mi sono imbattuto in questo tuo blog,…leggendo mi è venuto da pensare che è bello, e sicuramente non frequente, trovare una cosi vivida illuminazione per l’arte di Mario Giacomelli, ammettendo le mie limitazioni, un pò sono invidioso perchè io ho impiegato anni per riuscire ad assaporare l’infinita poesia delle immagini di Mario Giacomelli, forse perchè stordito da una cultura fotografica pittorialista ed estetizzante un pò troppo fine a se stessa, ma come suol dirsi al cuore non si comanda e le emozioni riescono sempre a farsi strada.
    Ho avuto il grande piacere di conoscere di persona Mario Giacomelli la prima volta ad Ascoli Piceno dove con il circolo fotografico organizzammo una sua mostra, in seguito sono andato alcune volte a trovarlo nella sua Senigallia, e la cosa che più mi è rimasta impressa era la sua infinita semplicità, non amava assolutamente i fronzoli, e nutriva un profonda passione per la poesia…. questa luce lo ha reso grande perchè riusciva con la sua vecchia macchinetta (tenuta insieme con il nastro adesivo) a dare segno (nero su bianco) alle emozioni che provava, lasciandoci un patrimonio di immagini straordinarie.
    Ciao,
    Sergio

  4. alxdesign says :

    Ti ringrazio per il tuo passaggio e per la tua testimonianza. Sono solito definirmi “appassionato” di fotografia nel senso che la fotografia mi appassiona e nonostante i molti limiti che ho, cerco sempre di andare avanti nel mio percorso, con moltissima curiosità e moltissima umiltà.

    Ci sono dei “messaggi” che mi colpiscono in modo molto forte, altri che mi sfiorano appena e altri ancora che difficilmente percepisco o comprendo.

    Le opere di Giacomelli mi hanno colpito, e hanno colpito forte e ho solo voluto restituire questa mia sensazione attraverso il blog. Spesso lo faccio per me stesso prima che per il desiderio di condividere, perchè fermarmi a ripensare e cercare di tradurre in parole l’esperienza fatta mi aiuta a maturarla meglio (anche se si sarà capito che scrivere non è proprio il mio forte ;))

    Non riesco ad immaginare l’emozione che hai provato nell’incontrarlo e condividere con lui dei momenti fotografici ma non faccio fatica a credere a quanto dici.
    Le grandi persone non hanno bisogno di elevarsi su un piedistallo e urlare che sono grandi persone. Lo dimostrano con il loro operato silenzioso … questa è una lezione che molti al giorno d’oggi hanno dimenticato. Ma qui entriamo in un tema “delicato” e forse questo non è il contesto opportuno.

    Grazie ancora per il commento 😉

  5. Anna says :

    E’ un bel commento, pieno di entusiasmo e umiltà, ce ne fossero…

    • alxdesign says :

      Ti ringrazio Anna … credo che l’umiltà (vera non recitata) sia un presupposto imprescindibile per cercare di migliorarsi …

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