Il tempo è davvero pochissimo in queste settimane ma voglio postare questo video perchè secondo me è un esempio veramente molto bello di Time Lapse.
Guardatelo perchè ne vale la pena
Il tempo è davvero pochissimo in queste settimane ma voglio postare questo video perchè secondo me è un esempio veramente molto bello di Time Lapse.
Guardatelo perchè ne vale la pena

Allen Iverson - The Answer ospite presso Maxi Sport Lissone
Serata indimenticabile per gli appassionati di basket!
Giovedì 17 settembre Maxi Sport in collaborazione con Reebok ci ha permesso di incontrare una superstar del basket NBA, in italia per promuovere il lancio della nuova calzatura a lui dedicata.
Un’occasione ghiotta per fare qualche scatto

Folla in attesa di Allen Iverson

A presentare l'evento un "grande" Federico Buffa

Folla in attesa davanti alla gigantografia di Iverson
Un video che ho visto questa mattina su clickblog con una serie di immagini di un grandissimo fotogiornalista, Zoriah Miller. Una forte contrasto, quello tra l’odio senza senso della guerra (di ogni guerra) e il lato umano dei singoli soggetti coinvolti, da ogni parte ed in ogni modo.
Buon lunedì.

panorama da semogo
Difficile trovare parole per descrivere questa decima edizione della 3 giorni della Valtellina.
Solo chi ha avuto la fortuna di essere presente può capire fino in fondo quanto tutto sia andato per il meglio!
E’ stata una grande soddisfazione per tutto il moto club vedere i risultati di mesi di duro lavoro di preparazione ed organizzazione!
Un grazie quindi per cominciare a Gionata e a tutti quelli che hanno reso possibile questa fantastica esperienza, agli enti locali che hanno accolto ancora una volta un’iniziativa così “complicata” da gestire, comprendendone il valore ed il limitato impatto sul territorio, un grazie a tutti i compagni d’avventura con cui sono trascorsi sereni 3 giorni di Trial ed un grazie a Paolo per avermi trascinato (contro la mia più assoluta pigrizia) a conoscere i ragazzi del Moto Club Valtellina qualche anno fa … è un piacere ed un onore per me collaborare (per quel poco che mi è possibile) alla buona riuscita di questi progetti. C’è molto di più della “semplice” organizzazione dentro la testa di questi ragazzi, c’è una visione che apprezzo e condivido, un amore viscerale per il nostro sport, la voglia di fare veramente qualcosa per mantenerlo in vita e per avvicinare tanti nuovi e vecchi appassionati.
Ma chiudiamo qui con queste riflessioni … e vediamo ad un breve e personalissimo resoconto:
Giorno 1

si parte mooolto presto
Appuntamento all’alba per gli ultimi preparativi, con gli occhi impastati di sonno e tanta voglia di mettersi in moto. Al mio arrivo ancora regna il torpore sui camion dei team ufficiali e sulle tende ed i camper dei tanti piloti presenti.

Dormono ancora tutti la mattina presto alla partenza
Cambio di abito, un’ultima revisione alle moto, ripasso dei compiti della giornata e siamo pronti a partire.

ultimi ritocchi alle moto
Il primo giorno è sempre stancante.

passo verva
Dopo aver percorso un po’ di sentieri nei dintorni di Isolaccia e Semogo ci dirigiamo attraverso la val Viola verso il passo Verva (nella foto) per poi ridiscendere a Grosio e da li ritornare verso Bormio salendo e scendendo dai monti circostanti.

zone in alta quota
Ci si ritrova a percorrere quasi 100km di splendidi sentieri e strade di montagna in piedi sulla propria moto da trial e si riscoprono muscoli che nemmeno ci si ricordava di avere.

ecco il gruppo delle scope
Questo soprattutto se, come nel mio caso, si decide di percorrere tutte le varianti (HARD) del percorso e ci si trova a fare da “scopa” (ovvero a chiudere il percorso recuperando moto guaste, dispersi e contusi … che per fortuna non ci sono stati) e si rientra alla base alle 21.00 al calar della sera. 13 ore di moto come antipasto dei 3 giorni non sono affatto da sottovalutare.

facce stravolte al rientro
Una giornata stupenda, meteo fantastico e gran bella compagnia … ora tutti a nanna per il giorno seguente.
Giorno 2
Il più duro in assoluto.

risalita verso la cima frana
Il tempo non promette nulla di buono, 8 gradi alle 7 del mattino e dei bei nuvoloni carichi di pioggia all’orizzonte. Partiamo puntuali e ci dirigiamo verso un nuovo sentiero che ci porterà (non senza fatica) a scavalcare la frana di bormio nel punto più alto. Un percorso suggestivo ed insidioso, reso ancora più impegnativo dall’arrivo di un bel temporalone estivo.

il canalone sopra la frana ... da brivido
Strana la sensazione di viaggiare bagnati per sentieri in mezzo al fragore dei tuoni. Si è proprio nel mezzo di un temporale. Fortunatamente come ogni temporale estivo che si rispetti lascia spazio rapidamente ad un caldo sole che ci riporta ad un tasso di umidità dei vestiti accettabile.

montesa in mezzo alla nuvole
Pausa pranzo in uno dei soliti luoghi caratteristici e poi via verso la Crus de l’alp (non credo si scriva così ma … ), il percorso HARD di questo secondo giorno.

pausa pranzo
Rientro verso Bormio e sosta sotto la frana per le zone del pomeriggio.

zona in frana
Giorno 3
Devo ammettere che quando ho aperto gli occhi domenica mattina e nonostante i dolori sparsi mi sono alzato in tutta fretta per correre ad affrontare un’altra giornata in moto mi sono stupito. L’entusiasmo superava di gran lunga la stanchezza … decisamente un buon segnale!

visione a 360° sopra bormio
Partenza rilassata da Bormio risalendo le piste da sci di Oga per arrivare in uno dei punti più panoramici di tutti i tre giorni.

con Ugo in cima al mondo
Sfortunatamente la giornata è stata rovinata da un incidente occorso ad Eric Uva, direttore sportivo del Trial Team 3D, che in una caduta durante un trasferimento si è rotto una spalla ed è stato recuperato dal soccorso alpino con l’elicottero.
In bocca al lupo ad Eric per un pronto recupero!

in lontananza le torri di fraele
Discesa per le piste da sci di Isolaccia e un ultimo sentiero impegnativo nel sottobosco prima di risalire verso le torri di fraele ed i laghi del cancano dove, dopo un lauto pranzo valtellinese a base di pizzoccheri, abbiamo percorso il consueto tratto del parco nazionale dello stelvio (rigorosamente a motore spento e nel pieno rispetto del luogo incredibile che ci ospitava).

all'interno del parco nazionale dello stelvio
Rientro a Bormio, spettacolo di trial bike, premiazioni e un po’ di nostalgia per il ritrorno alla realtà.

Paul Patrizi da spettacolo alla 3 giorni
Presto ci sarà un resoconto sul sito valtellinatrial.it insieme ad una galleria fotografica completa dell’evento.
Per chi fosse interessato su mototrial.it c’è un ampio servizio con foto e video! (grande Silvano;))

immagine di gruppo edizione 2008
Manca ormai poco più di una settimana alla manifestazione trialistica più bella del panorama trial italiano. 3 giorni di puro trial immersi negli splendidi paesaggi dell’alta valtellina. Un’occasione unica per percorrere sentieri impegnativi ma mai pericolosi insieme ad un incredibile gruppo di amici, spalla spalla con i piloti più blasonati.
Sono stati aperti anche nuovi tracciati per variare ancor di più l’itinerario e fare delle strade asfaltate un lontano ricordo. Il tutto nel rispetto della natura e con la fantastica collaborazione di tutti gli enti locali che conoscono il nostro sport e lo sostengono, a testimonianza del fatto che con un buon lavoro di promozione e il gran lavoro di tutti i soggetti coinvolti si possono superare le barriere dell’ignoranza e dell’intolleranza inconsapevole.
tutte le info su www.valtellinatrial.it
io ci sarò … vi aspetto
Segnalo molto volentieri questo lavoro, del fotografo Milanese Cesare Cicardini, che ho scoperto qualche giorno fa grazie ad una sua newsletter.
Non mi dilungo nel presentare Cesare Cicardini perchè non è questo l’argomento del post ma vi suggerisco di fare un giro sul suo sito personale per capire che stiamo parlando di un professionista capace, a mio modestissimo parere, di produrre immagini di alto spessore che trasmettono qualità ed emozione.
Quello di cui voglio parlare è piuttosto il progetto Images of the invisible – Le forme dell’invisibile (da cui ho tratto le immagini che vedete), un “Laboratorio di immagine con i senza tetto della Stazione Centrale di Milano” come si legge in apertura della presentazion.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra il fotografo e il responsabile di SOS Stazione Centrale ed ha come intento quello di raccontare la condizione limite e disagiata dei senza tetto.
La cosa “geniale” è il fatto che non si siano “intrufolati” in questa situazione scomoda come dei cacciatori affamati di taglie (come molto spesso accade) ma abbiano voluto, cito testualmente, “… valorizzare le qualità espressive di persone che si trovano in condizione di difficoltà, per restituire il senso dell’impegno, della gratificazione … “
Guardando le immagini scattate dai senza tetto si può sicuramente dire che non solo ci hanno visto giusto ma il risultato è a volte sorprendente. Un bello spunto di riflessione che suona come un campanello di risveglio dal coma per molti e fa male come un pugno ben assestato alla bocca dello stomaco. Almeno questo è quello che ho provato immergendomi in queste atmosfere assolutamente intime e irraggiungibili agli occhi filtrati dei più. Nessuno penso sia in grado di restituire un’immagine di quella realtà in modo così intenso e così drammaticamente vero se non chi porta quelle “cicatrici” ben incise sulla pelle.
Trovo infine straordinari i ritratti che Cicardini ha realizzato.
Qui c’ è molto di più della “semplice” fotografia. Questo lavoro non è un lavoro di contorno. Qui permeano concetti importanti come la DIGNITA’ , il desiderio di RIVALSA verso una situazione difficile e al tempo stesso l’ACCETTAZIONE dignitosa della stessa. Negli occhi di queste PERSONE si intravede una luce, una luce che di solito non siamo abituati a vedere negli occhi dei disagiati che incontriamo per strada, in stazione centrale, vuoi per il diverso livello a cui (sbagliando) ci poniamo vuoi perchè semplicemente forse non abbiamo mai fatto lo sforzo di guardare in quegli occhi.
Complimenti! Non ho altro da dire! Complimenti!
Ultima cosa, questo progetto “è iniziato autofinanziandosi il 20 marzo 2009″ e si cercano sponsor per continuare. Per informazioni www.cicardini.com o www.retecivica.mi.it/stazionecentrale
“Stiamo vivendo un momento eccezionale. Gli scienziati ci dicono che abbiamo 10 anni per cambiare il nostro modo di vivere, scongiurare l’esaurimento delle risorse naturali e le evoluzioni catastrofiche del clima della Terra.”
Non sono impazzito e non mi sono dato al terrorismo psicologico. Voglio soltanto segnalare un progetto molto interessante sia dal punto di vista “concettuale” (ma lascio a voi il giudizio) che dal punto di vista della qualità di realizzazione.
Home è il nome, molto azzeccato, del film realizzato da Yann Arthus – Bertrand, uno staordinario (a mio modo di vedere) personaggio che ha scelto la fotografia per raccontare il mondo … dall’alto. Grazie alla sua passione per le mongolfiere ha sperimentato la fotografia aerea riuscendo a realizzare immagini indescrivibili per bellezza ed emozioni.
Ma torniamo ad Home. Home è un film in cui traspare senza la minima sbavatura la mano di Yann Arthus – Bertrand.
Guardare per credere: è disponibile un’anteprima (mettetevi comodi e accendete le casse) di questo lavoro sul canale di YouTube.
Penso che ne sentiremo parlare … intanto rifatevi gli occhi!
Non sono molto produttivo sul blog in questo periodo e mi dispiace. Come al solito in questa parte dell’anno gli impegni sono moltissimi e la pigrizia spesso prende il sopravvento. In realtà sto anche scattando poco e questo mi spiace ancor di più ma tra poco ci saranno un paio di appuntamenti dai quali conto di portare a casa qualche nuova immagine.
Per il momento propongo una miniminiserie di foto di gabbiani che ho avuto l’occasione di scattare qualche settimana fa.

E’ stato divertente rinconrrere con l’obiettivo questi simpatici animaletti cercando di non farsi bombardare (la dura vita del fotoamatore).

La cosa bella è che sono curiosi ed affamati come delle scimmie e quindi si sono prestati volentieri ad un paio di scatti pur di ottenere un pezzetto di pane

E’ stato il mio primo “esperimento” con degli animali in volo e devo dire che non è per nulla facile.

Sono stati comunicati in questi giorni i nomi dei vincitori del prestigioso riconoscimento fotogiornalistico del Word Press Photo, se ne sta parlando tanto anche sui principali media oltre che sui vari blog e testate web del settore.
Sono solito curiosare spesso tra le immagini candidate perchè (quasi sempre secondo me) si ha l’occasione di visionare materiale di altissimo livello e devo dire che anche l’edizione 2009 ha pienamente soddisfatto le aspettative.
Consiglio vivamente di dare un’occhiata alla selezione delle immagini premiate e di soffermarsi sulle storie raccontate. Sono a volte immagini “forti” ma aiutano ad aprire gli occhi su realtà che troppo spesso non ci vengono nemmeno presentate.
Il Phostoshow è una manifestazione che si svolge da qualche anno in italia e riguarda il mondo della fotografia a tutto tondo.
Avevo già visitato la fiera due anni fa (si svolge un anno a milano e un anno a roma) e devo dire che sono rimasto un po’ (parecchio) deluso.
Sono passati due anni e, vuoi che di soldi non ce ne sono molti in giro, vuoi la politica di marketing suicida adottata dai produttori negli ultimi anni e che ancora non sembrano voler abbandonare, il tono del Photoshow 2009 è stato a mio modo di vedere parecchio “basso”. Le solite cose un po’ slavate, una fiera moooolto commerciale (ma questo si sapeva già) e un po’ di mosciume anche da parte degli operatori presenti.
Ma vabbè … dato che è qui a due passi ho deciso di passarci una mattinata (di + non mi sembrava il caso).
Ho subito fatto un “affare” … ingresso fiera con coupon 1€ (fico dico … alla fine con 1€ giochicchio un po’ con i gioielli canon e finalmente tocco con mano la 5D MarkII ) + 3€ per lasciare la giacca (sono un pirla non l’ho lasciata in macchina) + 3€ per una bottiglietta di cocacola (sono doppiamente pirla) + 13€ per mezza giornata di parcheggio (anche qui sono un po’ pirla ma non è facilissimo parcheggiare intorno alla fiera) … insomma … mettici un panino e la benzina e l’operazione “Photoshow 09″ diventa immediatamente sconveniente.
Per fortuna ero in piacevole compagnia dell’amico Johnny che mi ha tenuto a bada per tutto il giorno. Sono un po’ in carenza di sonno nell’ultimo periodo e da solo avrei rischiato di disperdermi per i (2) padiglioni.
A corredo di questo post qualche foto scattata qua e la per la fiera con il mio sigma 10-20 e qualche panoramica sempre con lo stesso obiettivo).
Divertende come al solito il “set” nello stand Canon con la modella presa d’assalto dalla folla di “fotografi”
Nulla in confronto a quanto accade il sabato e la domenica ma è sempre divertente.
Appuntamento quindi al 2011? mmmm … non so … ho un po’ di tempo per pensarci